Ieri pomeriggio ho provato a fare i pancakes. Ho seguito questa ricetta.

Ingredienti
- 100 g farina
- 2 cucchiai di zucchero
- 1 cucchiaino di lievito per dolci
- 1/2 cucchiaino di sale
- 100 ml latte
- 1 uovo
- 30 g di burro
- ciobar per farcire

Procedimento:
Mescolare i componenti solidi fra loro (farina, zucchero, sale, lievito). Separare il tuorlo dell’uovo dall’albume e montare quest’ultimo a neve. Fondere il burro a bagno maria e successivamente unirlo al latte ed al tuorlo dell’uovo. Unire il composto con gli ingredienti solidi e mescolare bene per eliminare i grumi, infine aggiungere anche il bianco d’uovo montato a neve. L’impasto deve risultare abbastanza denso, un po’ più denso dello yogurt. Scaldare una padella antiaderenti a fuoco vivo, quando pronta versare una piccola quantità dell’impasto nella padella (circa 10 cm di diametro) e lasciarla cuocere finchè non appaiono delle bollicine sulla superficie, a quel punto con una spatola antiaderente girare la frittella sull’altro lato e continuare la cottura per un minuto.

I pancakes possono essere serviti con qualsiasi cosa io ho scelto il ciobar che ho preparato precedentemente seguendo le istruzioni sulla confezione.
Il risultato è il seguente. Buon Appetito.

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Qualche mese fa mi sono deciso a scrivere uno script per eseguire i backup dei miei documenti utilizzando l’utility rsync, che mi ha fatto conoscere un mio amico (www.paterna.nl). Siccome sono abbastanza paranoico quando si parla di backup, non mi sono accontentato di avere una sola copia dei documenti per ogni singolo dispositivo di memorizzazione, ma ho voluto storicizzare i backup. Mi spiego meglio: in pratica lo script allinea, sincronizza i miei documenti nel dispositivo di memorizzazione esterno al pc ma ad ogni esecuzione del backup mette i file in una cartella diversa. In questo modo ho a disposizione un numero N di backup eseguiti nel tempo. Lo script una volta che ha terminato il primo giro di backup (da 0  a N-1) ricomincia da capo. Naturalmente il valore di N è configurabile semplicemente editando lo script, come lo sono anche la cartelle sorgente dei documenti e la cartella di destinazione dei backup.

Oggi invece ho sentito la necessita di scrivere anche uno script per il ripistino dei dati dal backup, che funziona proprio nello stesso modo: localizza dalla cartella dei backup l’ultimo eseguito e lo ripristina nella cartella dei documenti originali.

Le opzioni che ho utilizzato per l’esecuzione del comando rsync sono -vaz e –delete: la prima serve per preservare i diritti dei file, la seconda serve per cancellare i file della cartella di destinazione che non esistono più nella cartella sorgente. Quest’ultima opzione l’ho utilizzata perchè il mio scopo è appunto quello di avere dei backup speculari dei miei decumenti, mentre in asssenza di questa opzione, i file cancellati e/o rinominati nella cartella sorgente non vengono cancellati nella cartella di destinazione. Trovate comunque maggiori informazioni sulle opzioni di rsync nel manuale in linea e su google.

Quindi vi allego al presente post i due script per l’esecuzione e il ripristino di backup con rsync.

make_backup.sh restore_backup.sh

Come al solito se avete domande basta chiedere.

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Come si capisce dal titolo del post, ho installato sul mio pc la nuova versione di Ubuntu. Il mio pc è il Dell XPS M1330 con processore intel t7500, scheda video Nvidia, 2 GB di ram e le solite altre periferiche di quasi ormai tutti i pc (wireless agn, bluetooth, lettore di impronte, webcam).

L’installazione di Ubuntu 9.04 è stata molto semplice come al solito nonostante io abbia utilizzato il cd alternate in quanto ho voluto crittare l’installazione usando il gestore di volumi logici LVM: al termine dell’installazione ho ottenuto un sistema pronto all’uso ed in più crittato, fatta eccezione per la partizione di boot,  le altre (swap,root) sono crittate.

Evidenzio subito che la maggior parte delle periferiche del mio portatile hanno funzionato fin dall’inizio (out of the box) e tra questo c’è la webcam che con skype (installato dal repository “deb http://download.skype.com/linux/repos/debian/ stable non-free”) funziona benissimo. Non l’ho provata ancora con altri software. La scheda wireless ha funzionato da subito anche se non l’ho provata con il network manager ma con wicd, dopo averlo installato del repository “deb http://apt.wicd.net jaunty extras”.

La periferica che più mi ha fatto lavorare è stata il lettore di impronte. Ho seguito la guida fornita dal sito italiano di Ubuntu (www.ubuntu-it.orghttp://wiki.ubuntu-it.org/Hardware/Periferiche/FingerprintReader), al termine della quale il lettore non funzionava per niente. Al che mi sono ricordato che anche con la versione 8.10 il lettore di impronte non ha funzionato dall’inizio ma dopo aver sostituito i pacchetti necessari con altri presi da un diverso repository, questo è necessario perchè quelli ufficiali sono affetti da un bug che richiede la pressione del tasto return successivo al passaggio del dito sul lettore per acquisire l’informazione e processarla.

Quindi per installarla correttamente seguite sempre la guida ufficiale poi eseguite i seguenti passi:
1. Aggiungete i seguinti repository al file /etc/apt/sources.list:
deb http://ppa.launchpad.net/jon-oberheide/ubuntu jaunty main
deb-src http://ppa.launchpad.net/jon-oberheide/ubuntu jaunty main
2. Eseguite questi comandi:
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
3. Togliete o commentate le righe dei repository che avere inserito nel file al punto 1 (non sono più necessari)
4. Ripetete per sicurezza la procedura di acqusizione e verifica dell’impronta digitale.
5. Riavviate il sistema e il tutto dovrebbe funzionare senza l’obbligo di premere il tasto invio.

Se seguite anche la procedura per lo screensaver avrete il sistema configurato in modo tale da non dover più digitare la password dell’utente ogni qual volta il sistema lo richieda, compreso il blocca schermo e il ripristino dalla sospensione.

UNA PRECISAZIONE SULLE MODIFCHE DA FARE AI FILE DI CONFIGURAZIONE
nel file /etc/pam.d/common-auth commentate la riga
auth required pam_permit.so
e aggiungete la riga
auth required pam_unix.so try_first_pass nullok_secure
in mezzo a queste due
auth sufficient pam_thinkfinger.so
auth [success=1 default=ignore] pam_unix.so try_first_pass nullok_secure
.
E’ necessario fare cosi’ altrimenti quando inserite la password digitandola sulla tastiera il sistema ve la chiede due volte.
Il file /etc/pam.d/gnome-screensaver, includendo gia il file precedente, non ha bisogno di alcuna modifica.

Il lettore di schede di memorie l’ho provato con una scheda SDHC da 4GB ed  è stata montata immediatamente.

Ho provato anche la sospensione e anche quella ha funzionato da subito.

I driver della scheda video ho messo quelli consigliati da ubuntu, che me li ha proposti in automatico con il suo programma “Driver Hardware”.

La scheda audio funziona correttamente, bisogna però stare attenti al tipo di sorgente audio per il microfono; come “Digital input source” deve essere selezionato “Digital Mic 1″ e come “input source” “mic” se usate il microfono integrato nel pc, “front mic” se usate un microfono esterno collegato ai connettori audio jack. Funzionano da subito anche i tasti a sfioramento per il controllo del volume.

Il bluetooth è funzionante da subito.

Stesso discorso per l’uscita video sia vga che hdmi, non ancora provate.

Al momento non mi viene altro in mente, se mi ricordo qualcosa e appena ho eseguito anche gli ultimi test seguirà un aggiornamento di questo post.

Spero di essere stato utile, se avete domande chiedete pure.

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Fonera+ router modeIn questi giorni mi sono dedicato alla riprogrammazione della Fonera+ (quella con 2 porte ethernet, lan e wan) con il firmware DD-WRT. All’inizio ero un pò dubbioso sul fatto che si potesse aggiornare il firmware del dispositivo con il DD-WRT ma fortunatamente la cosa è possibile. Il mio dubbio era a proposito dell’indirizzo di memoria da cui cominciare ad uplodare il firmware, ma fortunatamente la Fonera+ ha accettato gli stessi comandi di riprogrammazione che occorre impartire alla Fonera tramite il collegamento con la seriale (rs232). Quindi se volete trasformare la Fonera+ in un potente router non dovete fare altro che andare qua, spostarvi nelle cartelle seguendo questo path (v24-sp1/Consumer/Fon/Fonera) e scaricare i tre file che il sito vi propone, seguire le istruzioni contenute nel file fonera_flashing.txt. Io al momento l’ho configurata come router e collegandola ad un modem ethernet sto navigando perfettamente.

Di seguito i comandi che ho impartito alla Fonera+ via seriale e l’output catturato. Buon divertimento.

RedBoot> ip_address -l 192.168.1.254/24 -h 192.168.1.32

IP: 192.168.1.254/255.255.255.0, Gateway: 0.0.0.0

Default server: 192.168.1.32

RedBoot>

RedBoot> fis init

About to initialize [format] FLASH image system – continue (y/n)? y

*** Initialize FLASH Image System

… Erase from 0xa87e0000-0xa87f0000: .

… Program from 0×80ff0000-0×81000000 at 0xa87e0000: .

RedBoot>

RedBoot> load -r -v -b 0×80041000 linux.bin

Using default protocol (TFTP)

|

Raw file loaded 0×80041000-0×80662fff, assumed entry at 0×80041000

RedBoot>

RedBoot> fis create linux

… Erase from 0xa8030000-0xa8652000: ……………………………………

…………………………………………………

… Program from 0×80041000-0×80663000 at 0xa8030000: ……………………..

……………………………………………………………….

… Erase from 0xa87e0000-0xa87f0000: .

… Program from 0×80ff0000-0×81000000 at 0xa87e0000: .

RedBoot>

RedBoot> fconfig

Run script at boot: true

Boot script:

.. fis load -l linux

.. exec

Enter script, terminate with empty line

>> fis load -l linux

>> exec

>>

Boot script timeout (1000ms resolution): 2

Use BOOTP for network configuration: false

Gateway IP address: 192.168.1.1

Local IP address: 192.168.1.13

Local IP address mask: 255.255.255.0

Default server IP address: 192.168.1.1

Console baud rate: 9600

GDB connection port: 9000

Force console for special debug messages: false

Network debug at boot time: false

Update RedBoot non-volatile configuration – continue (y/n)? y

… Erase from 0xa87e0000-0xa87f0000: .

… Program from 0×80ff0000-0×81000000 at 0xa87e0000: .

RedBoot>

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Finalmente mi sono deciso a scrivere qualcosa su questo blog. Come si deduce dal titolo in questo articolo descrivo come crittare un hard disk o una partizione usando il sistema LUKS (LUKS – Linux Unified Key Setup).

Per iniziare  occorre controllare di avere caricati alcuni moduli del kernel:

dm_crypt
sha256_generic
aes_generic
aes-i586 (questo dipende dall’architettura della vostra macchina)
dm_mod

Per caricarli eseguite il comando

sudo modprobe dm_crypt sha256_generic aes_generic aes-i586 dm_mod

Al fine di non dover ripetere il caricamento dei moduli editate il file /etc/modules e scriveteci dentro i moduli che avete appena caricato, uno per riga, in questo modo il sistema caricherà automaticamente i moduli al boot.

Adesso occorre installare il programma cryptsetup:

sudo apt-get install cryptsetup

Ora siamo pronti per procedere.

Localizzate il device che  intendete crittare con il seguente comando

sudo fdisk -lu

se il device risulta montato dovete smontarlo. Decidete a questo punto se crittare l’intero disco o una sua partizione, potete usare il programma grafico gparted o quello da riga di comando cfdisk per creare/modificare le partizioni del vostro disco.

Ipotizziamo che il disco da crittare sia sdb e contenga una sola partizione sdb1.

Con il prossimo comando creiamo la partizione crittata: il programma ci chiederà di inserire una frase segrata per proteggere i dati, il consiglio è quello di scrivere una frase relativamente lunga ma facile da ricordare.

sudo cryptsetup --verbose -y -c aes-cbc-essiv:sha256 -h sha256 -s 256 luksFormat /dev/sdb1

Una volta crittato il disco dobbiamo creare al suo interno il file system: procediamo  prima con l’attivazione del device crittato assegnandogli un nome,  questo comando attiverà un nuovo device sul quale occorrerà creare il file system.

sudo cryptsetup luksOpen /dev/sdb1  disco_crittato

Ora abbiamo il nuovo device /dev/mapper/disco_crittato e su questo creiamo il file system (io di solito uso ext3)

sudo mkfs.ext3  /dev/mapper/disco_crittato

Ora dobbiamo montarlo da qualche parte

sudo mount /dev/mapper/disco_crittato /mnt/disco_crittato

Per comodità consiglio di cambiare il proprietario del file system al fine di poterci scrivere senza essere root

sudo chown -R <utente>:<gruppo>  /mnt/disco_crittato

Adesso avete un disco crittato. Ora occorre smontare il file system e disattivare il device crittato:

sudo umount /mnt/disco_crittato

sudo cryptsetup luksClose /dev/mapper/disco_crittato

Se avete usato una penna usb o un hard disk esterno  quando lo collegate al pc questo rileverà la presenza di una partizione crittata e vi chiederà di inserire la frase segreta per decrittare e usare la stessa partizione. Quando avete finito devete semplicemente smontare il disco.

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WORK IN PROGRESS

Aggiunta pagina contatti con chiavi gpg.

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